Cattive notizie per lo Champagne Pouillon!

Purtroppo credo sia doveroso condividere con voi lettori una brutta notizia: Champagne Pouillon, récoltant sito a Mareuil-sur-Ay, ha subito un furto di 2 pallet piene di bottiglie già etichettate e pronte per il mercato americano. Di seguito trovate le foto delle bottiglie etichettate.

 

Nella controetichetta trovate anche le indicazioni del distributore americano, Pike-Schatzi Wines. Se vi dovessero capitare alcune bottiglie fatelo presente alla maison tramite la loro pagina facebook (https://www.facebook.com/champagnepouillon/), oppure tramite il loro sito https://champagne-pouillon.com/it/.

Grazie a tutti voi per la collaborazione!

Krug 95 e… Il sushi dell’Hanami

Il bere bene si sa viaggia di pari passo col mangiare bene! Ecco perché cerchiamo di essere sempre aggiornati su nuovi locali sul territorio reggiano e parmense.

Proprio su quest’ultimo ha aperto da pochissimo un nuovo ristorante di sushi all you can eat ma che non ha nulla a che vedere con i normali all you eat! All’Hanami infatti qualità è la parola d’ordine! Lo si nota dalle finiture del locale, dall’atmosfera, dal menù con cibi e combinazioni di prima categoria e soprattutto dalla carta dei vini.

Fabio, il proprietario, ha fatto davvero un gran lavoro oltre ad essere un ottimo padrone di casa. Non potevamo esimerci dal “testare” la sua cucina con alcuni champagne e l’occasione è capitata mercoledì scorso!

Ostriche, gamberi rossi, scampi, tutte materie di prima qualità ma quello che mi ha colpito di più (una novità che non avevo mai assaggiato) erano gli Hosomaki con il caviale! Buonissimi e delicati un piatto fantastico!

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Tutto questo “ben di dio” meritava delle bottiglie notevoli e le bottiglie in lista erano davvero tante ma una di queste ha colto la mia attenzione in modo particolare: il Krug Vintage 1995!

Ultimamente si è detto molto, e forse anche troppo di Krug, di quanto sia cambiata e di quanto sia sempre più “per tutti” e meno da appassionati. Si effettivamente un cambiamento nelle Grand Cuvee c’è stato (ma di questo parleremo più avanti), di certo non si può negare che la qualità dei vintage è tutt’altro che cambiata.

Prima di raccontarvi la bottiglia, facciamo un viaggio nel tempo sulla maison Krug e l’annata 95…

La storia di Krug è quasi nota a tutti: Joseph Krug aveva pensato a due champagne, la Cuvée n.1 e la n.2. La prima doveva essere “un biglietto da visita” quindi doveva essere prodotta tutti gli anni; la seconda invece veniva prodotta solo in annate che soddisfavano un certo livello qualitativo! Oggi chiamiamo la Cuvée n.1 Grande Cuvée e la n. 2 Vintage!

L’annata ’95, come ormai tutti sanno, è stato sempre messa in secondo piano a favore della ’96 (chissà poi perché)! In realtà se alcuni champagne targati ’96 oggi sono stanchi o con un acidità scissa dal vino, i ’95 sono in uno stato di grazia e questo Krug ne è l’emblema!

KRUG VINTAGE 1995

Al naso è innegabilmente Krug ma non un Krug qualsiasi direi piuttosto la sua quintessenza! Straordinariamente pulito, con un agrume scuro, burroso e balsamico! La bocca è energica ma elegante con note di pan brioche e perfettamente bilanciato! Uno champagne perfetto a cui non manca nulla! 100/100

krug 95

Durante questi pochi anni di degustazioni, viaggi e splendide esperienze mi sono sempre chiesto cosa potesse significare dare un 100/100 ad un vino! Quando ho bevuto questo Krug l’ho capito! Una volta chiesi ad Alberto Lupetti come si fa a dare il punteggio massimo ad un vino e lui mi rispose: “Fabiano assaggia il vino e chiediti cosa gli manca?”!

Io l’ho fatto con questo Krug e… niente, non gli manca niente!

 

Una breve nota: con questo articolo inauguro la mia partecipazione con gli amici di AnyGrape.com!

AnyGrape è un nuovo modo di acquistare vini online! E’ un nuovo progetto ma col tempo sono sicuro che diventarà un punto di riferimento per tutti noi, appassionati e non. Dateci un occhiata, non ve ne pentirete!

Dom Pérignon P2 1995: 100 e lode!

Finalmente dopo qualche mese d’assenza sono tornato nella mia adorata Champagne e questa volta per delle visite a dir poco eccezionali e illuminanti. Assieme ad Alberto Lupetti e Vania Valentini (e altri amici appassionati) abbiamo passato 2 giorni di “fuoco” passando per Charles Heidsieck, poi da Roederer, Dom Pérignon per poi finire con Filaine e Diebolt-Vallois.

Per il racconto dettagliato però ci vorrà qualche tempo (ho bisogno di riordinare le idee)!!

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Dom Pérignon: All’interno dell’abbazia di Hautvillers

Per il momento voglio parlarvi di uno champagne del quale mi sono innamorato fin dalla prima volta che l’ho assaggiato: Dom Pérignon 1995!

In questo caso però voglio parlarvi della sua versione P2, quindi quelle bottiglie rimaste più a lungo sui lieviti (circa 15/20 anni). Innanzi tutto facciamo un attimo chiarezza su un argomento che in passato ha destato qualche dubbio: non c’è alcuna differenza tra le bottiglie Oenoteque, quindi quelle – passatemi il termine – vecchie con l’etichetta argento, e le attuali P2 con etichetta nera. L’unica differenza “potrebbe” essere nel dègorgement: infatti dato che si tratta di un operazione effettuata manualmente perché ogni bottiglia viene controllata da un enologo, dalla prima commercializzata a quella che acquisterete domani in enoteca, potrebbe esserci un anno di differenza.

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Richard Geoffroy: colui che porta avanti l’essenza e lo spirito di Dom Pérignon! E’ un mito e le degustazioni con lui sono memorabili!!

Come già accennato personalmente adoro l’annata ’95: i suoi champagne sono bilanciati e oggi sono una goduria! Qualsiasi bottiglia degustata l’ho trovata in uno stato di forma eccellente e non smetterei mai di berne!

Avevo già bevuto la versione Oenoteque dell’annata 1995 in una precedente degustazione ed ero curioso di assaggiarlo nuovamente per vedere l’evoluzione e ne sono rimasto estasiato!!

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Un tesoro che viene versato!

Ma com’è questo P2 1995? E’ magnifico, intrigante con un naso stupendo e una bocca di una profondità incredibile. Continuavo a berlo finendo il calice. Si sà, il vino più buono è quello che beviamo e non che continuiamo a girare e rigirare nel calice. Questo ’95 è veramente notevole ed era così perfetto che è un vino da lode anzi, da 100 e lode!

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E’ molto interessante a proposito dei vari P2 e P3 quello che ci ha detto Geoffroy, ossia per lui sono vita: i lieviti pian piano muoiono e trasferiscono gradualmente energia al vino! Effettivamente è proprio questa la differenza tra il vintage e la versione P2: assaggiando il primo si iniziano a sentire note di maturità che rendono il vino complesso mentre la P2 ha energia mista a maturità che rendono il vino bilanciato e di una bevibilità incredibile!

Un consiglio? Comprate tutto quello che trovate perché ne vale davvero la pena!!

Dom Pérignon – Private Tasting 2000 – 1982 – Oenoteque vs Vintage

Una serata straordinaria all’insegna di Dom Pérignon

Ultimamente con un gruppo di amici abbiamo dato vita a delle serate all’insegna della buona compagnia, del buon cibo e ovviamente del buon anzi, ottimo, champagne! Se la location è rimasta invariata ed è quel tempio della cucina che risponde al nome I Du Matt, dove lo chef Mariano e la sous chef Maura ci deliziano con portate al limite della legalità, la maison è a nostra discrezione e dopo Krug è stata la volta di Dom Pérignon. In poco tempo è stata decisa la data e ognuno dei partecipanti portava una bottiglia: l’obbiettivo era mettere a confronto, dove possibile, il vintage con la versione Oenoteque o P2. Le bottiglie in degustazione erano in ordine: Vintage 2000, Vintage – P2 1998, Vintage – Oenoteque – Rosé 1996, Vintage – Oenoteque 1995, Vintage – Oenoteque 1990, Vintage 1982. Qualora ce ne fosse il bisogno vi confermo l’ottima riuscita della serata e vi lascio al racconto sperando sia di vostro gradimento!

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 Dopo aver preparato le bottiglie aprendo le più “vecchie” così da averle pronte per la degustazione, ci accomodiamo a tavola dove mentre lo chef ci serve il primo piatto io verso il primo Dom della serata: il Vintage 2000; l’antipasto era carne salada con finocchio e zucchina. Il Dom 2000 si presenta davvero bene al bicchiere e il naso è assolutamente Dom. Ho avuto occasione tra l’altro di berlo una settimana fa e devo dire che conferma le stesse impressioni: la sua mineralità inconfondibile e al gusto è in perfetto equilibrio tra maturità e freschezza. In questo momento ne berrei a litri perché è davvero molto buono: 94/100.

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Dom 2000 e antipasto

Dom 2000 e antipasto

Dopo l’antipasto si comincia forte e inizio a versare nei bicchieri il Vintage 1998 e il P2 1998 mentre a tavola arriva il primo piatto d’eccezione: Vellutata di zucca con aceto balsamico tradizionale di oltre 35anni e tartufo nero.

Vellutata di zucca con tartufo nero

Vellutata di zucca con tartufo nero

Il vintage 1998 ovviamente ha un colore più intenso rispetto al P2 che in questo momento e con queste bottiglie risulta un pelo inferiore al vintage che coinvolge tutti i sensi con la sua acidità bellissima, elegante ma diretto e immediato. In questo momento direi 95/100 Vintage 1998 e 94/100 P2 1998.

2016-09-06-09-11-44 "Fratelli a confronto": Vintage 1998 e P2 1998

Una veloce pausa ci prepara al piatto successivo (qui ho fatto il maleducato: dopo averlo divorato ho chiesto il bis, era troppo buono!!!): fagottini al coniglio con il suo ristretto e salsa di peperoni.

I fagottini: una bontà!

I fagottini: una bontà!

Quest’ottimo piatto accompagnava tre bottiglie eccezionali: Vintage 1996, Oenoteque 1996 e Rosé 1996! Metto le mani avanti subito sperando di non accogliere le ire di coloro che trovano questa 1996 un annata straordinaria, io la definirei invece estrema (Lupetti docet): in effetti questi champagne hanno stoffa da vendere per carità, ma attualmente risultano ancora giovani e con molta strada ancora da percorrere. Queste tre bottiglie ne sono l’esempio: il Vintage 1996 risulta più godibile per via della minore sapidita dell’Oenoteque che invece risulta molto giovane e quasi dispiace di averlo adesso nel bicchiere e se l’OE era giovane, figuriamoci il rosé che è e sarà un grandissimo… Appunto, sarà e saranno…. Vintage 1996 94/100Oenoteque 1996 93/100 Rosé 1996 93/100.

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Trittico di 1996: Vintage, OE, Rosé

Trittico di 1996: Vintage, OE, Rosé

Con la smania di un bambino invece ci avviciniamo alle bottiglie che era da tempo che aspettavo di riassaggiare: Vintage 1995 e Oenoteque 1995. Il piatto che accompagna questi due mostri è uno stinco di maiale nel suo fondo con puré di melanzane, un altro capolavoro di Mariano. La cottura molto lenta ha reso questa carne tenerissima tanto da rendere difficoltoso il taglio ma allo stesso tempo conservava tutti i sapori ed un “sughetto” da leccarsi i baffi.

Stinco di maiale e puré di melanzane

Stinco di maiale e puré di melanzane

Oggi l’annata 1995 rivela tutto il suo potenziale a valore e questi champagne sono eccezionali e forse l’abbiamo sottovalutata in favore della 1996 ma questi champagne sono spettacolari. Il Vintage è un ruffiano, si avverte una leggera ossidazione ma è vivo ed è straordinario e mi piace da impazzire e se questo è il vintage, l’Oenoteque è monumentale! Si, confermo, la 1995 adesso è un passo avanti alla 1996. Vintage 1995 96/100 Oenoteque 1995 97/100.

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Double immenso: Vintage 1995 e Oenoteque 1995

Double immenso: Vintage 1995 e Oenoteque 1995

Un altra pausa veloce e poi subito pronti per il primo dei due dolci: Cannolo alla ricotta con cioccolato e canditi. La particolarità di questo piatto è che la ricotta e la panna utilizzati sono di Parmigiano Reggiano. Le bottiglie che accompagnano questo dolce sono il Vintage 1990 e l’Oenoteque 1990.

Cannolo alla ricotta con cioccolato e canditi

Cannolo alla ricotta con cioccolato e canditi

La 1990, per molti la migliore del secolo, è l’ultima del terzetto magico che comprende 1988, 1989, 1990. Quest’annata ha dato vita a grandissimi champagne. Hanno lunga vita davanti ma anche oggi sono bottiglie memorabili. Il Vintage bevuto da noi purtroppo non era perfetto ma ha materia ed e, cercando di andare oltre i suoi difetti, mi sento di assegnargli un 95/100; l’Oenoteque invece è in una forma smagliante ed è superiore al vintage, siamo sui 97/100.

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Mostri a confronto: Vintage e Oenoteque 1990

Mostri a confronto: Vintage e Oenoteque 1990

Siamo giunti quasi a fine cena e nonostante siamo quasi all’orlo ci aspetta un “appetizer”, giusto per riempire l’ultimo buco: la Piccola pasticceria.

La "piccola" pasticceria

La “piccola” pasticceria

Quest’ultimo piatto ci porta all’ultima bottiglia per la serata: il Vintage 1982. Il capolavoro della serata, di un’annata eccellente che ha dato vita a vini ricchi e complessi con grandi capacità d’invecchiamento. Guardate in foto che colore stupendo che ha, questo Dom è energico e strutturato con una maturita che definirei perfetta che ci fa chiudere la serata nel migliore dei modi: 98/100.

Vintage 1982

Vintage 1982

Siamo giunti così a fine serata che ci ha permesso di confrontare quasi vent’anni di Dom Pérignon, mettendo alla prova la sua capacità d’invecchiamento, anche se non avevamo dubbi. Voglio ringraziare lo staff de’ I Du Matt, Mariano e Maura per la loro ospitalità (fateci una scappata ve lo consiglio), e il grande Filippo perché alla fine è l’ideatore di queste serate che alla fine tutti insieme rendiamo uniche.

Primo e veramente particolare viaggio in Champagne!

Eccoci di nuovo qua, dopo un breve periodo di pausa, purtroppo ci sono stati impegni che hanno rallentato la pubblicazione di nuovi articoli. Torniamo però in grande stile in quanto siamo felici di comunicarvi che questa sera partiremo per un viaggio unico e molto particolare in Champagne. Al nostro rientro sicuramente vi delizieremo con qualche racconto e, speriamo, con qualche bottiglia particolare.

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A presto!

Krug Collection 1989

Non capita tutti i giorni di bere un Krug, figuriamoci un Collection! Se poi ci mettiamo anche che è l’annata 1989 (mio anno di nascita) bè siamo al top!

Giusto due parole sull’annata: la ’89 fa parte del “trittico delle meraviglia”, ossia quelle annate considerate fenomenali ed effettivamente ci hanno regalato champagne al top (approfondiremo le altre due annate con altri due champagne davvero eccezionali). L’annata è stata calda e soleggiata, che ha portato i vigneti a germogliare con anticipo. Purtroppo però, dopo il germoglio, ecco che il freddo ha colpito le vigne danneggiandone una buona parte. Finalmente è tornato poi il caldo a maggio permettendo alle piante di riprendersi un po’.

Per quanto riguarda invece la maison, vi invito caldamento a visitare il sito http://www.lemiebollicine.com; li infatti trovate due articoli veramente completi che vi spiegano sia la storia della maison, ma anche quella che era la filosofia del grande Joseph Krug. Io li ho letti e vi assicuro che è davvero interessante.

Passiamo ora alla degustazione:

L'etichetta

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[/caption]Il dettaglio della bottiglia

Immaginate questa scena: siete in una baita in montagna di fronte, avete appena finito di mangiare, il camino è acceso e state sorseggiando l’ultimo bicchiere di Krug Collection 1989. Ecco, questo è il viaggio mentale che mi sono fatto appena ho appoggiato il naso al bicchiere. Si sente che è maturato nel legno e non nell’acciaio; è un vino espressivo, molto carico, uno champagne deciso. Il colore lo trovo bellissimo: sembra oro fuso. Al gusto è magnifico, si sentono note tostate, un tripudio di bontà. Un eccellente champagne. Questa bottiglia per me, dopo un attenta valutazione e comparazione è 96/100.

Il bicchiere Il bicchiere