KRUG: la Monografia

KRUG

KRUG

Nuovo articolo, Maison conosciuta, serata eccezionale. E’ questo il succo del seguente articolo: parliamo infatti di Krug, superba maison di Champagne, e di un una serata tutta dedicata a lei.

Solitamente quando si parla di Krug, ci si aspetta una degustazione dei suoi champagne più – passatemi il termine – basici, noi invece vogliamo strafare e vi offriamo la possibilità di partecipare ad una serata dove potrete assaggiare l’intera gamma della Maison, a partire dal “sans année”, fino al mitico Clos d’Ambonnay.

Direi serata imperdibile e, nel caso abbiate ancora dei dubbi, vi lascio al programma:

KRUG

LA MONOGRAFIA

A cura di 

Francesco Falcone

 

“C’è lo Champagne e poi c’è Krug”

 

Il rigore esecutivo, il carattere distintivo, la riconoscibile originalità espressiva e la stupefacente longevità degli Champagne firmati “Krug” fanno della piccola Maison di Reims un vero e proprio mito per i bevitori più smaliziati. 

Cogliamo dunque l’occasione per invitarvi a una serata di approfondimento del più celebre marchio champenois attraverso una serie di bottiglie da antologia. 

 

Aperitivo di Benvenuto

Alphonse Mellot Sancerre Edmond 2012

Patrick Javillier Mersault Les Tillet 2012

 

Si comincia in rosa 

Krug Champagne Rosé s.a. 

La cuvée “sans année” più nobile di Champagne 

Krug Champagne Grand Cuvée s.a. 

Il mitico “Clos” de la Côte des Blancs 

Krug Champagne Clos du Mesnil 2003 

Il costosissimo “Clos” de La Montagne de Reims 

Krug Champagne Clos d’Ambonnay 2000 

 

Krug Vintage in verticale 

Krug Champagne Vintage 2000

Krug Champagne Vintage 1998

Krug Champagne Vintage 1996

Krug Champagne Vintage 1995

Krug Champagne Vintage 1990

Krug Champagne Vintage 1989

 Vi abbiamo stuzzicato un po’? Bene, allora non resta che dirvi che la serata si terrà il 26 novembre 2015, alle ore 20.30 presso il ristorante “Il 25 di Carpi”.

La cena è a cura dello Chef Pierluigi Vanzolini e i posti disponibili sono solamente 15.

Per ogni informazione non esitate a contattarmi: fabiano.stabile@icloud.com

MasterClass Bollinger – Il Racconto

Martedì 23 giugno, presso il Porto Fluviale di Roma, il grandissimo esperto Alberto Lupetti, ha tenuto una MasterClass della famosissima Maison, quella che “presta” lo champagne da anni per i film di 007: si proprio lei, Bollinger.

Calici pronti!

Calici pronti!

Bollinger ha sede ad Ay, sopra Epernay, nella valle della Marme. La maison è una delle sole quattro maison rimaste in mano ai fondatori, che sono appunto Bollinger, Pol Roger, Louis Roederer e Billecart-Salmon.

Un po’ di storia: Athanase de Villermont, conte con proprietà vinicole ad Ay, pensò che fosse un peccato lasciare incolte le sue proprietà. In quanto conte, Athanase non poteva lavorare, aveva però un amico enologo, Paul Renaudin, che era a sua volta amico di un certo Joseph-Jacob Bollinger, un signore venuto dalla Germania nella regione della Champagne per studiare appunto il vino e poi rivenderlo in Germania. Fu questo trio il 6 febbraio 1829 a fondare la Maison, e nella foto seguente potete vedere il primo “logo” utilizzato.

Primissimo logo

Primissimo logo

Col tempo Joseph Bollinger sposa la figlia di Villermont, così la maison passerà poi in mano al figlio nato dalla loro unione, Georges Bollinger, dalle ottime qualità, tant’è che fu in grado di fronteggiare l’attacco della fillossera ed anche la rivolta che ci fu in Champagne nel 1911. Morirà nel 1918 con la prima guerra mondiale passando così il testimone a suo figlio…

E la storia continua: col passare del tempo, la maison acquista fama mondiale, tant’è che sbarca oltremanica, divenendo lo champagne di corte come testimoniato tuttora dalla scritta presente sul collo della bottiglia.

Torniamo però a parlare della MasterClass: durante la serata abbiamo degustato 6 champagne tra cui l’Ayala, maison acquistata dalla Bollinger, le due special cuvée, sia nella versione blanc che rosé, la grand année 2005 anch’essa blanc e rosé e poi il mito, l’RD 2002.

Siamo d’accordo tutti che l’RD è uno champagne mitico, un icona. Anche l’altra sera ovviamente non era da meno. Io però voglio andare controcorrente: parlare dell’RD è troppo facile. Voglio invece raccontarvi La Grand Année, nella sua versione in rosa, sia perchè stiamo comunque parlando di un grandissimo champagne, ed anche perchè mi ha veramente colpito.

Grand année rosé 2005

Grand année rosé 2005

La Grand Année, chiamata così perchè ovviamente è prodotta solo nelle annate considerate straordinarie, rifermenta col tappo di sughero ed è prodotta con il 70% delle uve di proprietà. L’assemblaggio di questo champagne è molto simile alla sua versione in bianco, 72% Pinot Noir (sempre in maggioranza per la Bollinger), di cui 5% in rosso, e 28% Chardonnay. Al naso sentiamo un frutto scuro, agrumi anch’essi scuri ed anche delle spezie. Il sorso ci attacca la bocca ed è un attacco deciso con un finale lunghissimo. Si sente che questo è proprio un grandissimo champagne. A me ha talmente colpito che ho preferito parlarne qui e condividere le mie sensazioni con tutti voi.

Detto questo, Bollinger ci abitua a grandi champagne, e purtroppo da questa degustazione è stato escluso (per ovvi motivi di costo) il Vieilles Vignes Francaises, detto anche VVF, blanc de noir in purezza.

Se volete approfondire la maison Bollinger e i suoi grandi vini, seguite oltre a questo sito, anche il sito di Alberto Lupetti (www.lemiebollicine.com). Infatti nella nuova edizione della guida Grandi Champagne riparlerà in modo più approfondito di questi ottimi champagne.

 

 

MasterClass Heidsieck – Il racconto

Siamo veramente felici del successo ottenuto con la MasterClass tenuta a nella provincia di Reggio Emilia il 9 giugno. Non ci aspettavamo una partecipazione così massiccia e così attenta: è bello vedere come la passione per lo champagne pervade in molti appassionati e anche addetti ai lavori.

Le bottiglie in degustazione

Le bottiglie in degustazione

Tovaglietta

Tovaglietta

Tavole imbandite e bottiglie pronte in frigo: tutto è pronto per cominciare la degustazione; quale modo migliore rendendo un omaggio al grande Thierry: scomparso nell’ottobre scorso a 54 anni e dal 2012 chef de cave della Maison Heidsieck.

Ricordo....

Ricordo….

La degustazione comincia con un bellissimo resoconto storico della maison da parte di Alberto Lupetti, la sua conoscenza è fenomenale e la sala è in perfetto silenzio. Poco dopo si comincia degustando i due sans année, così abbiamo l’occasione di “paragonarli”: effettivamente sono due champagne diversi con il secondo con più mineralità rispetto al primo.

Il primo sans année ha maturato per oltre 36 mesi, composto da vin de riserve tra le 8 e le 10 annate diverse di 120 cru. Il dosaggio è di 12gr/lt, un dosaggio molto alto per un brut, ma che non troviamo al momento della degustazione.

Per il secondo si è passati da 120 a 60 cru, con vin de riserve vecchi fino a 15 anni. Il dosaggio è diventato 11gr/lt.

 

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Sans année

Sans année

La terza bottiglia in degustazione è la versione in rosa del “brut reserve”. Difatti questo rosé è ispirato al brut ma con la componente di vino rosso per renderlo, a detta degli addetti ai lavori, più gurmand.

Questo rosé è d’assemblaggio e la parte in rosso viene dalla montagna di Reims. I vin de reserve in questo caso sono solo al 20% e di annate vecchie massimo 5/6 anni, questo perché altrimenti risulterebbe poco bevibile, uno champagne seduto. Invece il rosé ha bisogno di freschezza.

La "classe"!

La “classe”!

Poi siamo passati a degustare il Vintage 2005: la maison Heidsieck non ha fretta di mettere sul mercato il suo champagne. Questo vintage infatti è in vendita da solo un anno; Il vino ha bisogno di maturare ed i millesimati Heidsieck non è basato sull’annata ma deve rispettare lo stile della maison.

La quinta bottiglia è epica: Rosé 1999: un vino maturato 11 anni, dosaggio a 11gr/lt. Un olfatto fantastico, maturo; la bollicine è elegante, raffinata. Un vino che regala emozioni. L’annata 99 è stata un annata calda, ma in questo vino non lo sentiamo. Il bilanciamento delle uve è perfetto.

Molti però, aspettano con ansia la top cuvée: il Blanc de Millenaires 1995. Questo vino matura tra i 10 e i 13 anni, ma la bottiglia degustata da noi è stata derogata nel 2014, il che vuol dire ben 18 anni sui lieviti. Un vino strepitoso: maturo, un naso fresco e complesso. Si sentono note di tostature e quello che troviamo al naso, lo ritroviamo poi nel bicchiere, e che bocca! Il finale è persistente. Insomma, un grandissimo champagne!

Alberto impegnato a degustare il Millenaires!

Alberto impegnato a degustare il Millenaires!

Ci tengo, al termine dell’articolo, a ringraziare sentitamente Alberto Lupetti e Vania Valentini per il loro contributo, sia orale sia organizzativo dell’evento. Mi hanno aiutato molto ed è grazie a loro se la mia crescita è continua in questo meraviglioso mondo. Grazie di cuore a tutti coloro che sono intervenuti, alla vostra pazienza.

Grazie anche ad Angelo Capasso, eccezionale appassionato di champagne, nonché produttore di fantastici salumi, di quello che una fetta tira l’altra e che si sposano perfettamente con un buon vino maturo.

Grazie anche al ristorante “Portichetto” di Campegine per l’ospitalità.

 

Alberto Lupetti: http://www.lemiebollicine.com

Angelo Capasso (Salumificio Squisito): http://www.salumificiosquisito.it

 

De Venoge Louis XV Rosé 2002

Come alcuni di voi sapranno, siamo in preparazione della MasterClass che si terrà al ristorante “Al Portichetto” di Caprara di Campegine (Reggio Emilia), che si terrà il 9 giugno. E’ la prima volta che ho il privilegio di partecipare in qualità di “organizzatore” ad una MasterClass di Alberto Lupetti e Vania Valentini, due persone squisite (di Alberto ho parlato diverse volte), due cari amici e compagni di “champagne”, con cui è iniziata una sorta di collaborazione. Sono davvero grato ad entrambi per le stupende occasioni passate insieme.

Al di là di questa doverosa introduzione, era giusto far vedere la location per la MasterClass ai due relatori (anche se, a causa dei numerosi impegni, Alberto non è potuto essere presente) e quale occasione migliore per aprire qualche bollicina?

Così io, assieme al mio compagno di champagne Marco, dopo tante riflessioni e pensieri, abbiamo optato per portare due bottiglie di rosé: Krug Rosé Gran Cuvée e poi la cuvée de prestige della Maison De Venoge Louis XV Rosé 2002. Così, mentre lo chef Claudio ci ha deliziato con le sue creazioni (un pranzetto a base di crudité, tra cui anche una sorpresa finale, la tartare di tonno, veramente squisita) noi allietavamo la nostra pausa pranzo con queste due bollicine d’eccezione.

Tartare di Tonno

Tartare di Tonno

Il Louis XV ci ha davvero lasciato senza parole; un rosé veramente molto buono. Ma andiamo per gradi…

La bottiglia-decanter

La bottiglia-decanter

Fu merito di Luigi XV se oggi abbiamo lo champagne. Col suo editto infatti istituirà la bottiglia per lo Champagne; l’editto precisò tra l’altro il modo di legare il tappo, che fu prima fatto con lo spago, poi da 1760 fu impiegato ferro oppure ottone.

Questa cuvée de prestige nasce nel 1995 come evoluzione del Grand Vin de Princes (di cui io ho una bottiglia targata 1993), viene prodotta soltanto nelle annate considerate eccezionali e solo con uve Grand Cru e con una maturazione sui lieviti di almeno 10 anni.

Louis XV nel bicchiere

Louis XV nel bicchiere

Il colore nel bicchiere è deciso, all’olfatto troviamo subito una certa maturità. Questo champagne, a parer mio, ha bisogno di tempo nel bicchiere per esprimere tutto il suo potenziale, ma vi assicuro che ne vale la pena aspettare. Il naso si fa più complesso e all’assaggio la sua bollicina fine, mista alle note di frutti rossi, rivelano quanto sia stato importante attendere. E’ uno champagne però particolare, adatto secondo me a chi apprezza una certa maturità. Io la adoro e pertanto non smetterei mai di berlo!

Al termine dell’articolo ci tengo nuovamente a ringraziare il ristorante Al Portichetto e lo chef Claudio per l’ospitalità che ci hanno mostrato e per gli ottimi piatti preparati con tanta cura. Se volete mangiare davvero del buon pesce, concedetevi una scappata a Caprara!

Prima MasterClass a Reggio Emilia con Alberto Lupetti

Tutto è pronto per la prima MasterClass a Reggio Emilia!
Martedì 9 GIUGNO, al Ristorante “Il Portichetto” di Campegine, Reggio Emilia, l’esperto Alberto Lupetti ci presenterà:
CHARLES HEIDSIECK

Maison Charles Heidsieck

Maison Charles Heidsieck

Piccola maison ma di grandissimo valore, caratterizzata da complessità e longevità nei propri champagne che, però, stavolta significano pure piacevolezza. Tanta. Anzi, gli Charles Heidsieck sono proprio “champagne di piacere”, peraltro in ottemperanza alla filosofia del fondatore. Che andremo a conoscere nella sua storia affascinante, non mancando di scoprire i segreti dell’evoluzione di questa maison nell’arco degli ultimi 40 anni, vero periodo chiave per il consolidamento dell’eccellenza Charles Heidsieck. Il tutto, naturalmente, coronato dalla degustazione di tutta la gamma, con alcune chicche veramente imperdibili:
– Brut Réserve 1a edizione (il “vecchio” sans année, per capire come possa invecchiare e confrontarlo con la sua evoluzione)
– Brut Réserve 2a edizione (in assoluto tra i migliori tre sans année sul mercato, prototipo di piacere)
– Rosé Réserve (l’immancabile declinazione in rosa…)
– Vintage 2005 (l’attuale grande millesimato Charles, nonché la dimostrazione di come si può andare oltre un’annata come la 2005…)
– Vintage Rosé 1999 (un grande champagne e un grande rosé, oggi al suo picco di espressività e piacevolezza. Una delle ultime occasioni di assaggiarlo, visto che è in esaurimento…)
– Blanc des Millénaires 1995 (la cuvée de prestige, figlia di una grandissima annata oramai lontana… ben 20 anni! Un vero e proprio esercizio di stile sullo Chardonnay)
Orario di inizio: 20.30
Costo della serata (sono previsti stuzzichini in accompagnamento): 90.00 Euro.
Chiunque fosse interessato a questo meraviglioso mondo dello Champagne è invitato a partecipare.

Per prenotazioni: scrivete qui nei commenti oppure la mail è: fabiano.stabile@icloud.com

Le bottiglie in degustazione

Le bottiglie in degustazione

Back from Champagne – 3° Parte

Ultimo articolo per quanto riguarda questo stupendo viaggio in Champagne. Come accennato, l’ultima parte tratta della Maison Louis Roederer, che molti di voi conosceranno per la mitica cuvée de prestige Cristal.

A tal proposito, sapete perché si chiama Cristal? Ebbene si, la bottiglia era in cristallo ma per il semplice motivo che al tempo della sua “invenzione” non c’era ancora la possibilità, assieme alle conoscenze, per fare una bottiglia in vetro che non venisse scura. Ma perché la bottiglia doveva essere trasparente e con il fondo piatto? Lo zar era stato soggetto più volte di tentativi di omicidio e, ritenendo che sotto la bottiglia potesse essere nascosto un coltello, pretese la bottiglia con fondo piatto e trasparente. Dato che lo champagne della Maison Roederer era il suo preferito, fu accontentato, ed oggi possiamo godere ancora della bottiglia trasparente con fondo piatto. Ovviamente però, lo champagne andava protetto dalla luce, quindi fu rivestito da quella pellicola arancione, anch’essa presente tuttora.

Il busto dello Zar Alessandro II

Il busto dello Zar Alessandro II

 

Dopo questo incipit, il tour prosegue con la visita alle cantine: ricordo ancora il profumo di mosto che si poteva respirare. Interessante anche notare come la Maison Roederer utilizzi anche botti di legno ma, nonostante ciò, i suoi vini non assimilano il sapore del legno.

Le botti della Maison Roederer

Le botti della Maison Roederer

Dopo questo tour, compresa la visita alle cave, si passa alla degustazione con lo chef de Cave Jean-Baptiste Lécaillon.

Vin Clairs

Vin Clairs

La prima parte della degustazione, inizia con i vin clairs. Difficili da interpretare, ma la base dello champagne. Da questo punto infatti inizia l’assemblaggio delle diverse cuvée. Ovviamente non hanno nulla a che vedere col risultato finale, ma sono utilissimi per comprenderne le varie sfaccettature. Alla fine della degustazione, abbiamo avuto anche il privilegio di produrre un nostro “assemblaggio”, infatti Jean-Baptiste ha “assemblato” gli ultimi due vin clairs e ho avuto l’onore di essere servito direttamente da lui.

Jean-Baptiste mi versa il nostro "assemblaggio"

Jean-Baptiste mi versa il nostro “assemblaggio”

Dopo i vin clarissa si passa alle cuvée pronte, e direi assemblate con miglior risultato, della Maison. In ordine abbiamo degustato: Vintage 2008, Rosé 2009 e Blanc de Blancs 2009. Devo dire che, avendo degustato anche molti rosé, ho iniziato anche io ad esaminarli sotto una luce diversa: i rosé hanno potenziale e togliamoci la nomea di “vino femminile”. Sono buoni e, abbinati con sapienza, danno grandi soddisfazioni (approfondiremo tra poco parlando del pranzo).

Dopo la degustazione si è passati alla residenza storica della Maison Roederer per il pranzo con Jean-Baptiste. Magnifica la cornice e come aperitivo ci aspetta un magnum di Brut Première: eh si, in questo caso la magnum fa proprio la differenza. Ottimo lo champagne, già in bottiglia, ma in magnum esalta ancora di più i suoi sapori e ci rendiamo conto di essere davanti ad un grande champagne.

Il pranzo è di prim’ordine, ci sentiamo dei re; gli champagne eccezionali e Jean-Baptiste ci confeziona due regali: il primo è la degustazione del Cristal 2007, non ancora sul mercato ma vi posso assicurare che, nonostante sia giovane e con notevoli margini di miglioramento, è già bevibilissimo e molto apprezzabile. Poi si prosegue col Cristal 2006 e il mitico 1993: lo ammetto, adoro gli champagne datati, maturano alla perfezione e rilasciano quei sentori che mi soddisfano il palato.

Cristal 1993

Cristal 1993

Il pranzo non è ancora finito che Monsieur Lécaillon ci abbandona per qualche minuto: il fuoriprogramma è più che apprezzato, ci servono il Cristal Rosé 2002. Epico, un rosé d’eccezione.

Cristal Rosé 2002

Cristal Rosé 2002

E qui che voglio collegarmi con le soddisfazioni di cui parlavo in precedenza: vi assicuro che questo rosé, assieme al Rosé 2008 servito subito dopo, accostati ai formaggi sono da leccarsi i baffi. L’abbinamento è perfetto, ogni gusto si amalgama con l’altro, la bocca resta pulita: vorresti che il bicchiere (e il piatto di formaggi) non finissero mai! Il dolce invece è accompagnato dalla novità Brut nature 2006. Sarà in Italia tra poco in 4000 bottiglie; a detta di molti, e non posso che confermare, il miglior non dosato.

Brut Nature 2006

Brut Nature 2006

Ok forse non a tutti piacerà l’etichetta, gusti personali, ma io la trovo carina e calzante!

Che altro aggiungere, il viaggio è terminato, purtroppo, l’esperienza è stata fantastica: per un appassionato di champagne come il sottoscritto è come vivere un sogno, e il sogno si è realizzato. Ringrazio Alberto Lupetti per la splendida opportunità, Marco Maestri mio compagno di viaggio, assistente per quanto riguarda questo sito, e molto di più…

Al prossimo articolo!

 

 

Back from Champagne – 2° parte

Seconda parte di questo memorabile viaggio.

Maison G.H. Mumm - Le cave

Maison G.H. Mumm – Le cave

Riprendiamo esattamente da dove abbiamo lasciato l’ultima volta, infatti, finito il magnifico pranzo con Richard Geoffroy nella meravigliosa cornice dello Chateau Trianon di Moet Chandon, ci dirigiamo in macchina alla volta della Maison Mumm.

Appena arrivati ci aspetta un tour guidato delle cave della Maison, esperienza unica nel suo genere, incredibile come in questi posti il tempo sembra si sia fermato, tutto questo mi fa apprezzare ancora di più lo Champagne, soprattutto considerando quanto lavoro ci sia dietro una “bottiglia”.

Bottiglia su "Pupitres"

Bottiglia su “Pupitres”

Le bottiglie possono essere coricate, oppure come in foto, nelle cosiddette “pupitres” pronte per il remuage. Il remuage è la tecnica, per la quale non esistono scuole ad insegnarla, che permette tramite rotazioni regolari, l’accumulo di residui sul collo della bottiglia che verranno poi espulse con il degorgement.

Le bottiglie sur pupitre con i residui.

Le bottiglie sur pupitre con i residui.

Abbiamo anche visto il Caveau, ossia dove vengono conservate le bottiglie più preziose. Tra queste io ho fotografato la Cuvée R. Lalou del mio anno di nascita, non potevo fare altrimenti!!

Cuvée R. Lalou 1989

Cuvée R. Lalou 1989

Dopo questa entusiasmante visita, arriva il momento delle degustazioni. Ci spostiamo quindi nella sala degustazione in compagnia di Angela Bustamante (ambasciatrice Mumm) e con l’assistente chef de cave Magalie Marechal. Una degustazione bellissima partendo dai nuovi Cordon Rouge, il Brut Selection, il Blanc de Noir Mumm de Verzenay, il Lalou 2002 e poi il Le Rosé.

Si sa però che le sorprese sono tenute sempre per la fine, e qui Magalie ci ha stupito quando il sommelier ci versa due bottiglie (di Lalou si capiva dalla forma) ma l’etichetta era coperta. Il nostro compito era di indovinare? Bé io ci ho provato, e su un annata ci sono andato vicino…

Cosa ci sarà mai dietro al tovagliolo?

Cosa ci sarà mai dietro al tovagliolo?

… Una bottiglia era un Lalou targato 1982, il secondo addirittura 1976.

Lalou 1976

Lalou 1976

Due champagne epici, solo dal naso si capiva lo spessore di queste bottiglie. Non finirò mai abbastanza di ringraziare Magalie per questa stupenda opportunità.

In serata ci attende la cena assieme ad Angela Bustamante al bellissimo Moulin deVerzenay, un simbolo della regione.

Le Moulin de Verzenay

Le Moulin de Verzenay

Il menù è da prima classe e gli champagne che accompagnano le portato sono epici.

In ordine abbiamo bevuto: Mumm de Cramant, Le Rosé, Brut Selection, Blanc de Noir e con il dolce il Mumm Demi-Sec.

Da sinistra: Marco Maestri, Angela Bustamante, Io

Da sinistra: Marco Maestri, Angela Bustamante, Io

Terminiamo la serata con una foto ricordo con Angela, ringraziandola davvero di cuore per la splendida opportunità.

Voglio concludere questo articolo ricordandovi che la prossima sarà l’ultima parte di questo meraviglioso viaggio in Champagne, protagonista la Maison Louis Roederer. Ci tengo però a consigliarvi la lettura dell’articolo che trovate a questo link: così potrete leggere la fantastica recensione di Alberto Lupetti riguardo al Lalou 1982 degustato assieme a Magalie ed Angela.

Back from Champagne – 1° parte

 

Champagne

Champagne

Innanzi tutto desidero scusarmi per la mancanza di articoli in queste settimane. A volte le attività secolari ci impegnano talmente tanto che per gustarci le proprie passioni dobbiamo prenderci tutto il tempo necessario. Questo è quello che ho fatto io. Siamo partiti martedì 7 aprile alla volta di Parigi, una notte in albergo e la mattina seguente partenza per la regione mia preferita francese, Champagne-Ardenne. Vi assicuro che i paesaggi sono stupendi e le città meritano di essere visitate, se poi come me siete appassionati di champagne, be’ dovete proprio andarci.

Comunque, bando alle ciance ed inizio subito a raccontarvi il primo di tre articoli che racconteranno, divisi per Maison, le mie giornate memorabili trascorse.

Mercoledì 8 Aprile 2015

La prima tappa è Dom Pérignon, presso l’Abbazia di Hautvillers a Epernay.

Meraviglia

Meraviglia

Per prima cosa ci aspetta un bel tour guidato con visita all’Abbazia, questa struttura seicentesca è meravigliosa e per noi appassionati potrebbe diventare una meta di pellegrinaggio se pensiamo che qua riposa Dom Pierre Pérignon.

Dom Pierre Pérignon

Dom Pierre Pérignon

Ma quello che ci aspetta è una degustazione con lo Chef de Cave di DP, Richard Geoffroy, e non vedo l’ora. Difficile da spiegare a parole cosa significhi per un appassionato, per me, un incontro del genere.

La degustazione ha luogo in quella che una volta era lo scrittoio per i frati, ossia dove i monaci ricopiavano i vari testi che studiavano.

La Sala della Degustazione

La Sala della Degustazione

Impegnativo!

Impegnativo!

Appena entrati la scena è: una tavola imbandita (di bicchieri), ben 9, foglio e matita per gli appunti.

Ricapitoliamo: 9 champagne DP da degustare, iniziamo veramente bene.

Iniziamo con il nuovissimo (ancora non sul mercato) Vintage 2005 che apre le danze per una verticale fino al Vintage 2002. I bicchieri più grossi presenti in foto invece sono per i rosé, e anche qui Richard si è dato da fare, il primo è l’Oenoteque 1993 (eccezionale) e poi l’altrettanto nuovo Rosé Vintage 2004, anche questo prossimo sul mercato.

Gli ultimi tre bicchieri sono da antologia! Una tripletta di P3, 1990, 1970 e 1969. Champagne capaci di emozioni forti, bottiglie epiche, mozzafiato.

1970

1970

1969

1969

I 9 champagne

I 9 champagne

Purtroppo la prima parte è già terminata; la seconda parte prevede il pranzo allo Chateau Trianon, residenza storica di Moet Chandon già residenza della figlia di Jean-Rémy Moet, sempre con Monsieur Richard.

Sala da pranzo

Sala da pranzo

Il pranzo, curato dallo Chef Pascal Tingaud, ovviamente a base di Dom Pérignon.

Anche per il pranzo Richard si è sbizzarrito e ci ha portato vini d’eccezione.

In fila abbiamo bevuto, P2 1998, Rosé 1995 e P3 1973.

Vintage 1995

Vintage 1995

P3 1973

P3 1973

Dopo il pranzo non potevano mancare qualche foto ricordo col mitico Richard Geoffroy, anche se purtroppo era finita già la prima parte, intensissima, di questa meravigliosa esperienza.

Da destra: Marco Maestri, Richard Geoffroy, Alberto Lupetti ed Io.

Da destra: Marco Maestri, Richard Geoffroy, Alberto Lupetti ed Io.

Richard ed Io

Richard ed Io

A presto per la seconda parte della giornata, la Maison è Mumm.

Degustazione col maestro Alberto Lupetti

Buone notizie per noi residenti in Emilia.

E’ prevista una degustazione a Carpi (provincia di Modena) col grande maestro, e direi uno dei maggiori esperti al mondo di champagne, Alberto Lupetti.

Per chiunque fosse interessato vi invitiamo ad andare a curiosare direttamente sulla pagina Facebook di Alberto che trovate all’indirizzo: https://www.facebook.com/alberto.lupetti?fref=nf

Oppure la pagina Facebook del suo fantastico sito “www.lemiebollicine.com” che trovate invece all’indirizzo: https://www.facebook.com/lemiebollicine?fref=nf

I posti sono limitati, quindi se interessati prenotatevi subito.

Non capita tutti i giorni di passare una serata con un esperto del calibro di Alberto.

Noi ovviamente saremo presenti!!

Che aspettate quindi, collegatevi subito!

Ci vediamo a Carpi!

Gli champagne in degustazione a Carpi

Gli champagne in degustazione a Carpi