Dom Pérignon Vintage 1999

Qualche sera fa, ho avuto una cena piuttosto impegnativa. Mi hanno fatto cucinare la famosa “Aragosta alla Catalana”;

La foto non è il massimo, ma il grembiule DP è il TOP!

La foto non è il massimo, ma il grembiule DP è il TOP!

ovviamente non potevo non abbinarla con uno champagne leggendario. Ho dato un occhiata alla cantina e mi sono imbattuto in una bottiglia di Dom Pérignon Vintage 1999. La scelta è stata fatta, speriamo che venga gradita anche dagli altri commensali.

Tenuta sempre in posizione orizzontale ed al riparo dalla luce, la bottiglia si presentava in ottime condizioni.

Facciamo una breve introduzione sull’annata 1999: E’ un annata che non è molto considerata dagli appassionati, credo anzi che sia sottovalutata.

La ’99 è stata calda e piovosa. Dopo un inverno particolare con temperature alte e basse, la primavera ha visto un germogliamento rapido. I mesi estivi sono stati molto caldi portando le uve ad una piena maturità e con raccolto abbondante. Trovo quest’annata molto buona, considerando, ad esempio, che ci ha regalato alcuni champagne per me veramente eccezionali quali NPU di Paillard e l’RD di Bollinger.

Passiamo adesso al Dom Pérignon 1999:

DP 1999 tra le mie mani

DP 1999 tra le mie mani

Lo champagne si presenta al bicchiere con un bellissimo colore oro intenso. Appoggiando il naso invece si trovano tutti i sentori di un DP maturo ma comunque con la sua mineralità e l’eleganza che lo contraddistingue. In bocca è un esplosione di sapori: bollicine presente ma fine con questi sapori di miele, note fumé e la sua maturità di fondo. Veramente un ottima bottiglia! Per fortuna ne ho un’altra in cantina!!!

Prima MasterClass a Reggio Emilia con Alberto Lupetti

Tutto è pronto per la prima MasterClass a Reggio Emilia!
Martedì 9 GIUGNO, al Ristorante “Il Portichetto” di Campegine, Reggio Emilia, l’esperto Alberto Lupetti ci presenterà:
CHARLES HEIDSIECK

Maison Charles Heidsieck

Maison Charles Heidsieck

Piccola maison ma di grandissimo valore, caratterizzata da complessità e longevità nei propri champagne che, però, stavolta significano pure piacevolezza. Tanta. Anzi, gli Charles Heidsieck sono proprio “champagne di piacere”, peraltro in ottemperanza alla filosofia del fondatore. Che andremo a conoscere nella sua storia affascinante, non mancando di scoprire i segreti dell’evoluzione di questa maison nell’arco degli ultimi 40 anni, vero periodo chiave per il consolidamento dell’eccellenza Charles Heidsieck. Il tutto, naturalmente, coronato dalla degustazione di tutta la gamma, con alcune chicche veramente imperdibili:
– Brut Réserve 1a edizione (il “vecchio” sans année, per capire come possa invecchiare e confrontarlo con la sua evoluzione)
– Brut Réserve 2a edizione (in assoluto tra i migliori tre sans année sul mercato, prototipo di piacere)
– Rosé Réserve (l’immancabile declinazione in rosa…)
– Vintage 2005 (l’attuale grande millesimato Charles, nonché la dimostrazione di come si può andare oltre un’annata come la 2005…)
– Vintage Rosé 1999 (un grande champagne e un grande rosé, oggi al suo picco di espressività e piacevolezza. Una delle ultime occasioni di assaggiarlo, visto che è in esaurimento…)
– Blanc des Millénaires 1995 (la cuvée de prestige, figlia di una grandissima annata oramai lontana… ben 20 anni! Un vero e proprio esercizio di stile sullo Chardonnay)
Orario di inizio: 20.30
Costo della serata (sono previsti stuzzichini in accompagnamento): 90.00 Euro.
Chiunque fosse interessato a questo meraviglioso mondo dello Champagne è invitato a partecipare.

Per prenotazioni: scrivete qui nei commenti oppure la mail è: fabiano.stabile@icloud.com

Le bottiglie in degustazione

Le bottiglie in degustazione

Back from Champagne – 3° Parte

Ultimo articolo per quanto riguarda questo stupendo viaggio in Champagne. Come accennato, l’ultima parte tratta della Maison Louis Roederer, che molti di voi conosceranno per la mitica cuvée de prestige Cristal.

A tal proposito, sapete perché si chiama Cristal? Ebbene si, la bottiglia era in cristallo ma per il semplice motivo che al tempo della sua “invenzione” non c’era ancora la possibilità, assieme alle conoscenze, per fare una bottiglia in vetro che non venisse scura. Ma perché la bottiglia doveva essere trasparente e con il fondo piatto? Lo zar era stato soggetto più volte di tentativi di omicidio e, ritenendo che sotto la bottiglia potesse essere nascosto un coltello, pretese la bottiglia con fondo piatto e trasparente. Dato che lo champagne della Maison Roederer era il suo preferito, fu accontentato, ed oggi possiamo godere ancora della bottiglia trasparente con fondo piatto. Ovviamente però, lo champagne andava protetto dalla luce, quindi fu rivestito da quella pellicola arancione, anch’essa presente tuttora.

Il busto dello Zar Alessandro II

Il busto dello Zar Alessandro II

 

Dopo questo incipit, il tour prosegue con la visita alle cantine: ricordo ancora il profumo di mosto che si poteva respirare. Interessante anche notare come la Maison Roederer utilizzi anche botti di legno ma, nonostante ciò, i suoi vini non assimilano il sapore del legno.

Le botti della Maison Roederer

Le botti della Maison Roederer

Dopo questo tour, compresa la visita alle cave, si passa alla degustazione con lo chef de Cave Jean-Baptiste Lécaillon.

Vin Clairs

Vin Clairs

La prima parte della degustazione, inizia con i vin clairs. Difficili da interpretare, ma la base dello champagne. Da questo punto infatti inizia l’assemblaggio delle diverse cuvée. Ovviamente non hanno nulla a che vedere col risultato finale, ma sono utilissimi per comprenderne le varie sfaccettature. Alla fine della degustazione, abbiamo avuto anche il privilegio di produrre un nostro “assemblaggio”, infatti Jean-Baptiste ha “assemblato” gli ultimi due vin clairs e ho avuto l’onore di essere servito direttamente da lui.

Jean-Baptiste mi versa il nostro "assemblaggio"

Jean-Baptiste mi versa il nostro “assemblaggio”

Dopo i vin clarissa si passa alle cuvée pronte, e direi assemblate con miglior risultato, della Maison. In ordine abbiamo degustato: Vintage 2008, Rosé 2009 e Blanc de Blancs 2009. Devo dire che, avendo degustato anche molti rosé, ho iniziato anche io ad esaminarli sotto una luce diversa: i rosé hanno potenziale e togliamoci la nomea di “vino femminile”. Sono buoni e, abbinati con sapienza, danno grandi soddisfazioni (approfondiremo tra poco parlando del pranzo).

Dopo la degustazione si è passati alla residenza storica della Maison Roederer per il pranzo con Jean-Baptiste. Magnifica la cornice e come aperitivo ci aspetta un magnum di Brut Première: eh si, in questo caso la magnum fa proprio la differenza. Ottimo lo champagne, già in bottiglia, ma in magnum esalta ancora di più i suoi sapori e ci rendiamo conto di essere davanti ad un grande champagne.

Il pranzo è di prim’ordine, ci sentiamo dei re; gli champagne eccezionali e Jean-Baptiste ci confeziona due regali: il primo è la degustazione del Cristal 2007, non ancora sul mercato ma vi posso assicurare che, nonostante sia giovane e con notevoli margini di miglioramento, è già bevibilissimo e molto apprezzabile. Poi si prosegue col Cristal 2006 e il mitico 1993: lo ammetto, adoro gli champagne datati, maturano alla perfezione e rilasciano quei sentori che mi soddisfano il palato.

Cristal 1993

Cristal 1993

Il pranzo non è ancora finito che Monsieur Lécaillon ci abbandona per qualche minuto: il fuoriprogramma è più che apprezzato, ci servono il Cristal Rosé 2002. Epico, un rosé d’eccezione.

Cristal Rosé 2002

Cristal Rosé 2002

E qui che voglio collegarmi con le soddisfazioni di cui parlavo in precedenza: vi assicuro che questo rosé, assieme al Rosé 2008 servito subito dopo, accostati ai formaggi sono da leccarsi i baffi. L’abbinamento è perfetto, ogni gusto si amalgama con l’altro, la bocca resta pulita: vorresti che il bicchiere (e il piatto di formaggi) non finissero mai! Il dolce invece è accompagnato dalla novità Brut nature 2006. Sarà in Italia tra poco in 4000 bottiglie; a detta di molti, e non posso che confermare, il miglior non dosato.

Brut Nature 2006

Brut Nature 2006

Ok forse non a tutti piacerà l’etichetta, gusti personali, ma io la trovo carina e calzante!

Che altro aggiungere, il viaggio è terminato, purtroppo, l’esperienza è stata fantastica: per un appassionato di champagne come il sottoscritto è come vivere un sogno, e il sogno si è realizzato. Ringrazio Alberto Lupetti per la splendida opportunità, Marco Maestri mio compagno di viaggio, assistente per quanto riguarda questo sito, e molto di più…

Al prossimo articolo!

 

 

Back from Champagne – 2° parte

Seconda parte di questo memorabile viaggio.

Maison G.H. Mumm - Le cave

Maison G.H. Mumm – Le cave

Riprendiamo esattamente da dove abbiamo lasciato l’ultima volta, infatti, finito il magnifico pranzo con Richard Geoffroy nella meravigliosa cornice dello Chateau Trianon di Moet Chandon, ci dirigiamo in macchina alla volta della Maison Mumm.

Appena arrivati ci aspetta un tour guidato delle cave della Maison, esperienza unica nel suo genere, incredibile come in questi posti il tempo sembra si sia fermato, tutto questo mi fa apprezzare ancora di più lo Champagne, soprattutto considerando quanto lavoro ci sia dietro una “bottiglia”.

Bottiglia su "Pupitres"

Bottiglia su “Pupitres”

Le bottiglie possono essere coricate, oppure come in foto, nelle cosiddette “pupitres” pronte per il remuage. Il remuage è la tecnica, per la quale non esistono scuole ad insegnarla, che permette tramite rotazioni regolari, l’accumulo di residui sul collo della bottiglia che verranno poi espulse con il degorgement.

Le bottiglie sur pupitre con i residui.

Le bottiglie sur pupitre con i residui.

Abbiamo anche visto il Caveau, ossia dove vengono conservate le bottiglie più preziose. Tra queste io ho fotografato la Cuvée R. Lalou del mio anno di nascita, non potevo fare altrimenti!!

Cuvée R. Lalou 1989

Cuvée R. Lalou 1989

Dopo questa entusiasmante visita, arriva il momento delle degustazioni. Ci spostiamo quindi nella sala degustazione in compagnia di Angela Bustamante (ambasciatrice Mumm) e con l’assistente chef de cave Magalie Marechal. Una degustazione bellissima partendo dai nuovi Cordon Rouge, il Brut Selection, il Blanc de Noir Mumm de Verzenay, il Lalou 2002 e poi il Le Rosé.

Si sa però che le sorprese sono tenute sempre per la fine, e qui Magalie ci ha stupito quando il sommelier ci versa due bottiglie (di Lalou si capiva dalla forma) ma l’etichetta era coperta. Il nostro compito era di indovinare? Bé io ci ho provato, e su un annata ci sono andato vicino…

Cosa ci sarà mai dietro al tovagliolo?

Cosa ci sarà mai dietro al tovagliolo?

… Una bottiglia era un Lalou targato 1982, il secondo addirittura 1976.

Lalou 1976

Lalou 1976

Due champagne epici, solo dal naso si capiva lo spessore di queste bottiglie. Non finirò mai abbastanza di ringraziare Magalie per questa stupenda opportunità.

In serata ci attende la cena assieme ad Angela Bustamante al bellissimo Moulin deVerzenay, un simbolo della regione.

Le Moulin de Verzenay

Le Moulin de Verzenay

Il menù è da prima classe e gli champagne che accompagnano le portato sono epici.

In ordine abbiamo bevuto: Mumm de Cramant, Le Rosé, Brut Selection, Blanc de Noir e con il dolce il Mumm Demi-Sec.

Da sinistra: Marco Maestri, Angela Bustamante, Io

Da sinistra: Marco Maestri, Angela Bustamante, Io

Terminiamo la serata con una foto ricordo con Angela, ringraziandola davvero di cuore per la splendida opportunità.

Voglio concludere questo articolo ricordandovi che la prossima sarà l’ultima parte di questo meraviglioso viaggio in Champagne, protagonista la Maison Louis Roederer. Ci tengo però a consigliarvi la lettura dell’articolo che trovate a questo link: così potrete leggere la fantastica recensione di Alberto Lupetti riguardo al Lalou 1982 degustato assieme a Magalie ed Angela.

Back from Champagne – 1° parte

 

Champagne

Champagne

Innanzi tutto desidero scusarmi per la mancanza di articoli in queste settimane. A volte le attività secolari ci impegnano talmente tanto che per gustarci le proprie passioni dobbiamo prenderci tutto il tempo necessario. Questo è quello che ho fatto io. Siamo partiti martedì 7 aprile alla volta di Parigi, una notte in albergo e la mattina seguente partenza per la regione mia preferita francese, Champagne-Ardenne. Vi assicuro che i paesaggi sono stupendi e le città meritano di essere visitate, se poi come me siete appassionati di champagne, be’ dovete proprio andarci.

Comunque, bando alle ciance ed inizio subito a raccontarvi il primo di tre articoli che racconteranno, divisi per Maison, le mie giornate memorabili trascorse.

Mercoledì 8 Aprile 2015

La prima tappa è Dom Pérignon, presso l’Abbazia di Hautvillers a Epernay.

Meraviglia

Meraviglia

Per prima cosa ci aspetta un bel tour guidato con visita all’Abbazia, questa struttura seicentesca è meravigliosa e per noi appassionati potrebbe diventare una meta di pellegrinaggio se pensiamo che qua riposa Dom Pierre Pérignon.

Dom Pierre Pérignon

Dom Pierre Pérignon

Ma quello che ci aspetta è una degustazione con lo Chef de Cave di DP, Richard Geoffroy, e non vedo l’ora. Difficile da spiegare a parole cosa significhi per un appassionato, per me, un incontro del genere.

La degustazione ha luogo in quella che una volta era lo scrittoio per i frati, ossia dove i monaci ricopiavano i vari testi che studiavano.

La Sala della Degustazione

La Sala della Degustazione

Impegnativo!

Impegnativo!

Appena entrati la scena è: una tavola imbandita (di bicchieri), ben 9, foglio e matita per gli appunti.

Ricapitoliamo: 9 champagne DP da degustare, iniziamo veramente bene.

Iniziamo con il nuovissimo (ancora non sul mercato) Vintage 2005 che apre le danze per una verticale fino al Vintage 2002. I bicchieri più grossi presenti in foto invece sono per i rosé, e anche qui Richard si è dato da fare, il primo è l’Oenoteque 1993 (eccezionale) e poi l’altrettanto nuovo Rosé Vintage 2004, anche questo prossimo sul mercato.

Gli ultimi tre bicchieri sono da antologia! Una tripletta di P3, 1990, 1970 e 1969. Champagne capaci di emozioni forti, bottiglie epiche, mozzafiato.

1970

1970

1969

1969

I 9 champagne

I 9 champagne

Purtroppo la prima parte è già terminata; la seconda parte prevede il pranzo allo Chateau Trianon, residenza storica di Moet Chandon già residenza della figlia di Jean-Rémy Moet, sempre con Monsieur Richard.

Sala da pranzo

Sala da pranzo

Il pranzo, curato dallo Chef Pascal Tingaud, ovviamente a base di Dom Pérignon.

Anche per il pranzo Richard si è sbizzarrito e ci ha portato vini d’eccezione.

In fila abbiamo bevuto, P2 1998, Rosé 1995 e P3 1973.

Vintage 1995

Vintage 1995

P3 1973

P3 1973

Dopo il pranzo non potevano mancare qualche foto ricordo col mitico Richard Geoffroy, anche se purtroppo era finita già la prima parte, intensissima, di questa meravigliosa esperienza.

Da destra: Marco Maestri, Richard Geoffroy, Alberto Lupetti ed Io.

Da destra: Marco Maestri, Richard Geoffroy, Alberto Lupetti ed Io.

Richard ed Io

Richard ed Io

A presto per la seconda parte della giornata, la Maison è Mumm.

Primo e veramente particolare viaggio in Champagne!

Eccoci di nuovo qua, dopo un breve periodo di pausa, purtroppo ci sono stati impegni che hanno rallentato la pubblicazione di nuovi articoli. Torniamo però in grande stile in quanto siamo felici di comunicarvi che questa sera partiremo per un viaggio unico e molto particolare in Champagne. Al nostro rientro sicuramente vi delizieremo con qualche racconto e, speriamo, con qualche bottiglia particolare.

viaggio_champagne

A presto!

Krug Collection 1989

Non capita tutti i giorni di bere un Krug, figuriamoci un Collection! Se poi ci mettiamo anche che è l’annata 1989 (mio anno di nascita) bè siamo al top!

Giusto due parole sull’annata: la ’89 fa parte del “trittico delle meraviglia”, ossia quelle annate considerate fenomenali ed effettivamente ci hanno regalato champagne al top (approfondiremo le altre due annate con altri due champagne davvero eccezionali). L’annata è stata calda e soleggiata, che ha portato i vigneti a germogliare con anticipo. Purtroppo però, dopo il germoglio, ecco che il freddo ha colpito le vigne danneggiandone una buona parte. Finalmente è tornato poi il caldo a maggio permettendo alle piante di riprendersi un po’.

Per quanto riguarda invece la maison, vi invito caldamento a visitare il sito http://www.lemiebollicine.com; li infatti trovate due articoli veramente completi che vi spiegano sia la storia della maison, ma anche quella che era la filosofia del grande Joseph Krug. Io li ho letti e vi assicuro che è davvero interessante.

Passiamo ora alla degustazione:

L'etichetta

ttps://calicidibolle.files.wordpress.com/2015/03/img_2550-e1426250803594.jpg”> L’etichetta

[/caption]Il dettaglio della bottiglia

Immaginate questa scena: siete in una baita in montagna di fronte, avete appena finito di mangiare, il camino è acceso e state sorseggiando l’ultimo bicchiere di Krug Collection 1989. Ecco, questo è il viaggio mentale che mi sono fatto appena ho appoggiato il naso al bicchiere. Si sente che è maturato nel legno e non nell’acciaio; è un vino espressivo, molto carico, uno champagne deciso. Il colore lo trovo bellissimo: sembra oro fuso. Al gusto è magnifico, si sentono note tostate, un tripudio di bontà. Un eccellente champagne. Questa bottiglia per me, dopo un attenta valutazione e comparazione è 96/100.

Il bicchiere Il bicchiere

Degustazione col maestro Alberto Lupetti

Buone notizie per noi residenti in Emilia.

E’ prevista una degustazione a Carpi (provincia di Modena) col grande maestro, e direi uno dei maggiori esperti al mondo di champagne, Alberto Lupetti.

Per chiunque fosse interessato vi invitiamo ad andare a curiosare direttamente sulla pagina Facebook di Alberto che trovate all’indirizzo: https://www.facebook.com/alberto.lupetti?fref=nf

Oppure la pagina Facebook del suo fantastico sito “www.lemiebollicine.com” che trovate invece all’indirizzo: https://www.facebook.com/lemiebollicine?fref=nf

I posti sono limitati, quindi se interessati prenotatevi subito.

Non capita tutti i giorni di passare una serata con un esperto del calibro di Alberto.

Noi ovviamente saremo presenti!!

Che aspettate quindi, collegatevi subito!

Ci vediamo a Carpi!

Gli champagne in degustazione a Carpi

Gli champagne in degustazione a Carpi

Henriot – Cuvée des Enchanteleurs 1995

Ed eccoci qua, pronti per la seconda degustazione. Notiamo con piacere che il sito inizia ad avere qualcuno che ogni tanto ci butta un occhio e questo ci fa davvero piacere.

Indietreggiamo di un anno rispetto alla precedente degustazione, siamo all’anno 1995 l’annata da riscoprire, riscoprire perché gli champagne del ’95 sono, da qualche tempo, in una fase in cui stanno svelando tutto il loro potenziale. L’annata fu caratterizzata in Champagne da un inverno mite e piovoso con un estate bella calda ma con qualche pioggia improvvisa. A parer mio questa è veramente una buona annata, sfoderando champagne davvero notevoli.

Tra i vari vini di quest’annata, uno che ho avuto il privilegio di degustare sempre all’AIS di Torino è la Cuvée des Enchanteleurs di Henriot.

La bottiglia di Henriot, sempre tra le mani del sommelier

La bottiglia di Henriot, sempre tra le mani del sommelier

Henriot – Cuvée des Enchanteleurs 1995
(44% Pinot Noir, 56% Chardonnay) Magnum

Colore dorato e naso maturo, dolce e denso ma elegante. Si percepisce una dolcezza come di miele. Sul finale si sviluppa un sentore fruttato molto lungo.
Questo champagne si attesta sui 92/100.

Il colore dorato nel calice di Henriot

Il colore dorato nel calice di Henriot

Una curiosità sulla Cuvée des Enchanteleurs…

Gli enchanteleurs erano i cantinieri responsabili delle botti e chi meglio di loro poteva sapere in quali botti stavano maturando i vini migliori. Paul Henriot chiese loro se avrebbero avuto piacere a sviluppare un proprio assemblaggio, con la certezza che avrebbero scelto i vini migliori. Fu così che nacque la cuvée de prestige della maison che però prenderà questo nome, in loro onore, nel 1985 essendo prima chiamata Baron Philippe.

Per la prossima puntata uno champagne fenomenale!!!! Seguiteci!!!

La prima “degustazione” del sito calicidibolle.com

Ciao a tutti!

Premetto che stiamo ancora studiando come disporre al meglio il sito, per questo motivo (e onestamente anche per un po’ di “marketing”) cercherò di spiegare al meglio dove trovare l’ultimo articolo.

Qua in alto c’è un menù con 3 “pulsanti”: Home, degustazioni, Chi siamo.

Nella home pubblicheremo eventuali novità, presentazione di serate particolari; nella pagina Degustazioni invece, trovate gli ultimi articoli sulle nostre degustazioni. La pagina chi siamo invece possiamo dire che è già finita, una volta letta non cambierà mai credo, li trovate infatti le nostre belle facce in mostra! Così almeno riuscite a collegare un nome al viso rispettivo.

Allora che aspettate??? Andate a leggere subito il primo articolo; lo trovate qui: https://calicidibolle.com/degustazioni-2/bruno-paillard-blanc-de-blancs-1996/

 

Buona serata e buon weekend!